#COMUNEDITERRAVECCHIA

STORIA E CULTURA

Terravecchia è un paese della provincia di Cosenza sulla fascia collinare dello Ionio meridionale, con una popolazione di circa mille unità. L’abitato si raggiunge dalla Statale 106 jonica e percorrendo la panoramica SP 260 che, partendo da Cariati, snodandosi con sinuosi tornanti lungo movimentati terrazzamenti collinari, conduce, infine, all’altopiano della Sila.

L’attuale centro urbano di Terravecchia, con probabilità, ebbe origini nel Medioevo allorquando le insidie turchesche e l’insalubrità delle marine spinsero le popolazioni ad edificare sui pianori collinari facilmente difendibili che godevano di un clima mite con aria salubre.

L’abitato sorge su un cocuzzolo in una posizione dominante rispetto al resto del territorio circostante e si distende lungo la dorsale rocciosa nord-sud che culmina in via Castello.

In questo luogo, ancora efficiente nel 1591, cosi come lo stesso toponimo indica, il castello di Terravecchia si ergeva maestoso su di un promontorio roccioso con un’ampia veduta sul mare Ionio e la sulla costa. Era una maniero dimora del feudatario i cui ruderi erano ancora visibili alla fine del 1700. Nel 1474 re Ferrante donò “Terra Vecchia” a Geronimo De Riario, nipote del papa Sisto IV, e da questi fu venduta nel 1482 al principe di Bisignano. Dopo la conquista del Regno di Napoli, il sovrano Ferdinando il Cattolico donò la contea di Cariati al nobile Giovanbattista Spinelli che divenne signore di Terravecchia. Nella seconda metà del 1500 l’ultima erede di Giovanbattista contrasse matrimonio con il cugino Scipione, portandogli in dote l’intera proprietà feudale. Il nobile del ramo degli Spinelli di Seminara con una gestione allegra e disinteressata portò al dissesto economico le finanze della famiglia. L’intera contea cariatese, compresa Terravecchia, fu venduta all’asta ed acquistata per 73.000 ducati da Carlo, padre di Scipione. Il duca riscattò l’onore della famiglia ed il 15 novembre del 1565 il sovrano Filippo II di Spagna concedette a Cariati, con le sue città, le Terre, i casali, gli uomini, i vassalli, i valvassori ed integralmente nel suo stato, il privilegio del titolo di principato che la famiglia Spinelli mantenne in perpetuo.

Sin dalla sua fondazione Terravecchia ottenne l’elevazione istituzionale di “Università”, ovvero l’autonomia amministrativa di Comune. Infatti, nel 1664 il sindaco della cittadina era tal Marco Pignola ed i rappresentanti decurioni: Francesco Faragò, Giovan Geronimo Venneri e Filomeno Pismataro.

Nel maggio del 1698, per una consistente somma di denaro, il principe Antonio Spinelli, ovvero Carlo Filippantonio, vendette il possesso e le rendite feudali, oltre al potere giurisdizionale, di Cariati e Terravecchia al futuro principe di Campana Bartolo Sanbiase che mantenne l’amministrazione dei due paesi fino all’eversione della feudalità. Con l’avvento della dominazione francese iniziò una nuova riorganizzazione amministrativa del regno che proseguì nel 1808. Con l’attuazione del nuovo sistema organizzativo dei comuni e dei distretti, nel 1807 Terravecchia perdette l’autonomia esercitata fino a quel momento come università e dal gennaio dell’anno 1808 in poi fu unita a Cariati come frazione. Quella forzata unificazione fu subita con disagio dai terravecchiesi che, convinti della loro specificità sociale e culturale, fecero continue petizioni per riottenere l’autonomia. Infatti, nel foglio periodico n°8 della Prefettura di Cosenza si scrisse che, nella tornata delle elezioni amministrative tenutesi l’otto giugno del 1882, nel rione di Terravecchia non avvennero le votazioni per mancanza dei votanti.

Per la frazione il 14 aprile del 1921 segnava l’inizio dell’iter amministrativo che la portò alla separazione definitiva da Cariati con la promulgazione della legge n°425, pubblicata sulla gazzetta ufficiale n°99 del Regno d’Italia. Il decreto reale del 24 settembre 1923, diffuso sulla gazzetta dell’otto novembre 1923, n°262, fu l’ultimo atto che sancì la definitiva autonomia del paese. In ultimo, nell’attesa dello svolgimento delle prime elezioni, la gestione del comune fu affidata al commissario prefettizio Pilerio Plastina, assistito dal segretario Luigi Bisanti. Nella primavera del 1924 i terravecchiesi elessero la prima amministrazione guidata dal sindaco Cesare Tursi.